Stavo riguardando i miei “can can”… Da luglio fino ad oggi, che ho vinto il mio quinto mondiale… E mi rendo sempre più conto di come il mondiale non sia altro che la meta, il vero viaggio, durante il quale si fatica realmente é la preparazione.
Durante gli allenamenti si va in cerca della perfezione, raggiungibile attraverso un ripetere senza ripetersi.
Non vedevo l’ora di partire per Taipei, mi sentivo pronta, ero allenata sia fisicamente che mentalmente… Non avevo un’entrata in pista molto favorevole, avrei preferito partire non all’inizio della gara, ma pazienza, il sorteggio era così, l’unica cosa che potevo fare era ripetermi che sarebbe andata benissimo lo stesso!
Durante il riscaldamento pre – gara mia mamma mi ha fermato e mi ha detto:”Paola, ti vedo un po’ nervosa…” Ovviamente è salito un nodo in gola… Non mi sentivo nervosa, ma evidentemente lo ero, vista la mia reazione! Ho versato giusto mezza lacrima, ma quel tanto che mi é servito per scaricare la tensione. Adesso ero davvero pronta! In gara non ho pensato a nulla solo a mettere pilota automatico. E’ andata egregiamente!
Ho fatto una gara molto regolare, mi trovavo in prima posizione con 5 giudici a favore su 7.Ero molto soddisfatta ma ero talmente tanto adrenalinica post gara che la notte successiva non ho chiuso occhio neppure un minuto… Mi sono rigirata nel letto senza riuscire ad addormentarmi! Mi succede spesso tra una gara e l’altra di non dormire benissimo, ma addirittura la notte in bianco era esagerato! Ma non potevo mollare proprio adesso… Era il giorno della finale, si lavora un intero anno per questa giornata, era il momento di dare il massimo! La prova era andata molto bene, nonostante le gambe troppo stanche… Tutto stava andando fin troppo bene… Finché dopo la prova ufficiale é uscito un grosso problema: non eseguivo uno stop prima di partire per la linea retta di passi.
Era una cosa veniva fuori proprio adesso a 5 ore dalla gara! Così alle 2 del pomeriggio sono andata a provare il cambio in una pista al piano di sopra di quella di gara. Ero senz’altro più tranquilla ma stanca morta, avevo bisogno di dormire un’oretta e infatti così ho fatto! Durante quell’ora mi é apparsa nitidamente la figura di mia nonna, sempre prima delle gare lei si fa vedere in qualche modo, é come se mi dicesse:” Stai tranquilla, io sono con te”
Quell’oretta di sonno mi aveva rigenerato, stavo molto meglio. In poco tempo mi sono pettinata e truccata.
Era il momento finalmente di entrare in pista per il gran finale. Volevo dare il meglio… Sono convinta che se riesco a provare qualcosa di bello mentre pattino, automaticamente arriva anche agli altri e se gli altri riescono a percepire quello che io provo, allora lo scopo é davvero raggiunto.
Non é una cosa che si improvvisa, bisogna lavorarci, sia fisicamente che mentalmente. La prima domanda da farsi é:”cosa vuoi che provi il pubblico in questo ballo?” Io volevo che provasse GIOIA. Volevo che trasparisse attraverso il can can la mia gioia di pattinare. Ciononostante, ero centrata su me stessa, non pensavo agli altri ma solo a quello che stavo andando a fare.
Era il momento di entrare, avevo una buona energia, mi sono tranquillizzata esattamente a metà dopo avere eseguito bene il cambiamento.
La seconda parte é andata più liscia, me la sono goduta di più, inoltre il pubblico era molto coinvolto, accompagnava la danza con il battito di mani e tutto era andato come da programma. Alla fine molti erano in piedi ad applaudirmi, io mi trovavo in quello stato in cui ti sembra di essere avvolto in una bolla di sapone, in cui sei cosciente solo in parte.

All’uscita di pista ho rivolto un saluto a mio nonno, in cielo. Fino all’anno scorso lui mi chiedeva sempre di salutarlo alla fine del programma e gli ho sempre dedicato questo momento. L’anno prima si era alzato alle 4 del mattino per vedere la mia gara a Auckland. Quest’anno mi ha guardato direttamente da lassù, a fianco di mia nonna.
Il punteggio era alto, ancora una volta lo schermo dava “PLACE 1”, per la quinta volta, ero sul gradino più alto del podio! Ce l’avevo fatta…il lavoro di un anno, ripagato da quell’emozione unica e sempre nuova! Sono arrivati da me in tanti per complimentarsi, é bello sentire l’affetto di tutti, é bello sentire che si sono emozionati con me e hanno condiviso questo momento incredibile.
L’affetto e il coinvolgimento di tutte queste persone é fantastico, é bello essere circondati da così tanta gente che tifa per te…quindi davvero un GRAZIE globale a tutte le persone che mi sono state vicino in qualsiasi modo e hanno reso quest’esperienza ancora più ricca di significato!

 

Taipei, 2013

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