A inizio anno ero poco convinta di voler ancora gareggiare…poi la proposta di una danza libera un po’ diversa, particolarmente tecnica, mi ha messo in moto qualcosa dentro, la mia motivazione è cresciuta e ho capito che non era arrivato ancora il momento del ritiro. Mi sono messa al lavoro con impegno, dedizione e testa, come ho sempre fatto…e sono arrivata a luglio ai Campionati Italiani di Roccaraso molto in forma e decisa a volermi riconfermare. Nonostante il livello italiano sia molto alto, grazie a una gara senza sbavature ho vinto il sesto titolo alla grande. La preparazione al mondiale é stata intensa, la vita dell’atleta é veramente splendida, nonostante allenarsi da sola e fare sempre le stesse cose non sia semplice, la motivazione era talmente forte da non farmi sentire il peso di quello che stavo facendo.

Il giorno della gara era arrivato, prima di entrare in pista ero tranquilla e consapevole delle mie capacità. Sapevo di essermi allenata molto e di essere in forma. La prima danza, il paso doble, è andato infatti benissimo, prendendo punteggi fino al 9,5. Avevo tanto tempo prima della seconda danza, perché entravo tra le ultime. In quel momento di pausa non stavo benissimo, avevo una
strana sensazione ed é cominciata ad echeggiarmi in testa una domanda:”Perché non cambi ruote? Probabilmente si scivolerà di più visto che sono entrati tanti pattinatori “. Ma cercavo di non dare peso a questa voce, e mi sono detta: “Ho provato così, andrà bene”. Il tango era la mia danza preferita e quella che mi veniva meglio. Prima di entrare in pista ho dato il solito “10” a mia mamma e durante quel gesto si é staccato il braccialetto che lei aveva al polso cadendo per terra… Non era mai successo e purtroppo la prima cosa che ho pensato é stata:” Non è un buon segno”. Ma poi non ci ho più pensato e sono entrata in pista tranquilla, fintantoché a metà tra il primo e il secondo giro, in un passo stupido, mi sono sentita scivolare il piede destro…con una forza pazzesca ho fatto in modo di non cadere e cercare di riprendere il più presto e il meglio possibile. Nel palazzetto c’è stato un boato corale di NOOOO…. In quel momento non volevo credere che fossi in gara, che fosse successa quella scivolata e che non potessi ripartire da zero per rimediare. Mi sono sentita impotente. Ho avuto la lucidità mentale di continuare bene il secondo giro ma l’errore mi ha costretta a una penalità nel punteggio. Quando sono uscita dalla pista la prima cosa che ho detto è stata: “Domani farò un libero della madonna!” Ero arrabbiata e affranta anche se mi trovavo comunque in prima posizione ero molto vicina alle altre concorrenti.

Parecchie persone mi sono state vicino e anzi si sono complimentate per come avessi gestito la situazione e questo mi ha dato forza, ma ero comunque avvilita, non mi era mai capitato di sbagliare così in gara! Quella sera ho imparato due cose, la prima è devo dare più attenzione al mio intuito, la seconda è che anch’io sono un essere umano, non si può essere sempre perfetti! Tra un giorno e l’altro di gara ammetto di essere stata piuttosto agitata, ero combattuta con me stessa…da un lato la paura di sbagliare di nuovo, dall’altra la voglia di voler far bene e di riscattarmi dal giorno prima. 

“La paura é una forma di energia. É come l’amore, come l’odio, come l’ira: é semplicemente energia volta in una determinata direzione” (Mamami)

Nel pomeriggio prima della gara, mia mamma mi ha detto: – “Probabilmente ti é successa questa cosa perché tu vai sempre in cerca di sfide con te stessa. Non ne fare un dramma, sii consapevole delle tue capacità e tira fuori la vera Paola che è in te”. Io ero turbata, avevo paura di sbagliare di nuovo, ma allo stesso tempo volevo fare bene, volevo tirare fuori il massimo, non potevo mollare proprio ora. Mi sono convinta che
tra paura e amore doveva vincere l’AMORE che ho sempre messo in questo sport ed era proprio quello che volevo comunicare quest’anno con la danza libera. É così che sono entrata in pista, cercando di liberare la mente, ascoltare solo la mia musica ed immergermi nell’interpretazione del pezzo. E solo così, ancora una volta ce l’ho fatta, in pista ho portato tutta la mia passione, la gioia e l’amore per questo sport.

Ho versato parecchie lacrime, mi sono emozionata perché consapevole che fosse l’ultima volta che sarei scesa in pista a gareggiare.
Sono arrivata a Reus dicendo che se avessi vinto, sarebbe stato l’ultimo mondiale perché credo che a un certo punto della vita sia giusto un cambiamento. Ho imparato e dato tanto, ora é il momento di esplorare e realizzare altre cose…é l’evoluzione. Non smetterò comunque di allenarmi perché adoro pattinare e adoro la vita da atleta, ma ho anche tanti progetti in testa che vorrei realizzare. Primo tra tutti é questo blog per poter aiutare tante persone attraverso quello che é stata la mia bellissima carriera da atleta.

Ma non é il solo, ho ancora tanti sogni e credo che sia arrivato il momento di tirarli fuori dal cassetto…per poterli realizzare!

 

Reus, 2014

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